Zerocalcare: i fumetti che fanno bene al cuore

Non ho mai amato eccessivamente i fumetti.
Fino ad un anno fa l’unico fumetto letto nella mia vita era quello delle Witch, durante le medie (Irma era la mia preferita in assoluto, ndr.). Nulla di più.
Zerocalcare (detto anche Michele Rech ma sono dettagli irrilevanti) è stato dunque una scoperta. La pubblicità per Dimentica il mio nome (2014) aveva decisamente attirato la mia attenzione. Era un periodo in cui avevo pochissimo tempo per leggere tranquillamente tra università, pendolarismo, ore piccole e coraggiosi tentativi di studiare in ogni ritaglio di tempo. Ho colto dunque l’occasione per gettarmi in qualcosa che mi avrebbe aiutato a staccare la spina per un po’.
Non solo ho acquistato Dimentica il mio nome, ma anche tutti i suoi lavori precedenti: Tutto. Così, a scatola chiusa, senza avere nemmeno vagamente idea di che cosa trattassero. (Sono proprio così nella vita, quando decido una cosa è quella, e lo deve essere al 100%. Quindi: Zerocalcare).
La conclusione di questo azzardo fatto alla cieca è stata la nascita di un amore folle ed incondizionato. Credo sia impossibile non apprezzare i lavori di Zero poiché sono la rappresentazione della nostra quotidianità, con tutti i quesiti esistenziali, le pippe mentali, la noia e gli impegni che riempiono le nostre giornate.
Caratteristica principale di tutti i lavori di Zerocalcare è la chiave ironica, ma non per questo meno riflessiva, con cui egli descrive i vari eventi e personaggi. Più di una volta mi sono ritrovata a non essere in gradi di trattenermi né dal ridere né dal farmi venire gli occhi lucidi.
La profezia dell’armadillo (2011) -io ho la versione a colori, uscita nel 2012- è una raccolta di storie brevi che ruotano attorno a flashback adolescenziali in seguito alla scoperta della morte dell’amica, nonché primo amore, Camille.
Un polpo alla gola (2012) prende spunto dalla vita reale dell’autore ed è diviso in tre tappe: infanzia, adolescenza, prima giovinezza ed il tema chiave è quello del senso di colpa, spesso percepito come un nodo alla gola.
Ogni maledetto lunedì su due (2013) è sostanzialmente una raccolta di storie già pubblicate nel blog zerocalcare.it con alcune pagine inedite. Durante lo stesso anno pubblica anche Dodici (2013), in cui le vicende narrate accadono in 12 ore e  viene aggiunto un elemento fantastico nel racconto: degli zombie invadono Roma ed il suo amato quartiere di Rebibbia.
Dimentica il mio nome (2014) ha un posto speciale nel mio cuore perché è in assoluto il libro di Zerocalcare che più mi ha emotivamente toccata e credo che, anche per l’autore, la pubblicazione di questo volume abbia rappresentato un punto di svolta nella sua carriera artistica. La nota autobiografica è molto forte ed i temi toccati sono vari: la crescita ed il raggiungimento della maturità, il passaggio generazionale, i legami familiari, il dolore della perdita.
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L’elenco degli accolli telefonici (2015), sesta ed ultima pubblicazione di Zerocalcare, è la seconda raccolta di racconti (dopo Ogni maledetto lunedì su due) presenti nel suo blog collegati da pagine inedite che spronano il lettore a riflettere su diversi temi radicati nel nostro vivere quotidiano a cui, spesso, non attribuiamo quasi troppa importanza. Anche in questo caso umorismo e quotidianità sono gli ingredienti principali che uniscono i vari racconti che ne fanno parte. I miei racconti preferiti, senza ombra di dubbio, sono: il demone della reperibilità, i litigi su internet, la paura più grande.
La maturità dell’autore emersa in Dimentica il mio nome si conferma anche con le  pubblicazioni fatte in collaborazione con L’Internazionale, le cui copie sono andate letteralmente a ruba entrambe le volte. Zerocalcare si sposta a Kobane per raccontarci la resistenza curda. Senza filtri, senza censure, senza obiettivi politici. Ci mostra ciò che vede con una semplicità, tipica di Calcare, che ci lascia disarmati.
La domanda giusta non è “Perché leggi Zerocalcare?” ma “Perché ancora non leggi Zerocalcare?”.
Zero attraverso i suoi disegni sa parlare al cuore con la lingua della semplicità e, per questo, non si può non volergli bene.
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3 thoughts on “Zerocalcare: i fumetti che fanno bene al cuore

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