Top 10 – I migliori libri letti nel 2016

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IL 2016 è stato un anno di lettura lenta ma costante.
Il bilancio non merita una standing ovation ma sono comunque soddisfatta: ho letto 23 libri, tra cui diverse graphic novel. Mi sono approcciata a nuovi autori e ne ho approfonditi altri, già conosciuti ed amati. Ho dedicato tempo ed energie su tematiche relative al mio corso di studi ma mi sono ritagliata del tempo anche per entrare in altri mondi, talvolta magici, talvolta strazianti, talvolta divertenti. Ho sempre cercato di approcciarmi ad ogni pagina stampata con un atteggiamento critico, senza tuttavia impedire all’autore di stupirmi.

Complessivamente il 2016 si è rivelato un anno di letture (ma non solo, fortunatamente) positivo: quasi tutti i libri letti mi hanno lasciato dentro qualcosa.

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Vi propongo pertanto una selezione (non sono in ordine di preferenza) dei dieci titoli che mi sento di consigliarvi.

Sette minuti dopo la mezzanotte, S. Doew e P. Ness: Nasce come libro per ragazzi, vive come libro che dovrebbe essere letto dal mondo intero. Tratta argomenti dolorosi quali la malattia terminale, la paura, il senso di colpa, la morte. Non trovo alcun buon motivo per rimandarne la lettura.

La figlia sbagliata, R. Romagnolo: Speravo che Raffaella Romagnolo vincesse il Premio Strega 2016 con questo romanzo (*). Una madre, un padre, un figlio ed una figlia – sbagliata-. Quattro giornate e tanti flashback. Psicologia dei personaggi impeccabile. Dinamiche familiari ben sviluppate. Finale crudo ma inevitabile.

Lacci, D. Starnone: Primo libro letto di Starnone, non vedo l’ora di recuperare gli altri. Parla del dolore che diviene intergenerazionale. Parla di un matrimonio, dei tentativi di cucirlo, scucirlo, rammentarlo e, soprattutto, parla di tutte quelle emozioni che circondano i vari fili della medesima e dolorosa tela. (*)

L’animale morente, P. Roth: Non è solo una storia di sesso, non è solo una storia d’amore che fa fatica a riconoscere l’alterità, non è solo una storia di un uomo incapace di assumere il ruolo di marito e di padre, non è nemmeno solo una storia di una vita. E’ tutto questo, certo, ma molto di più. (*) #LascalatadeiRoth

Eveyman, P. Roth: Una storia di un uomo qualunque nella parte più dolorosa del ciclo di vita: la sua chiusura. (*#LascalatadeiRoth

Storia del nuovo cognome, E. Ferrante: La saga dell’amica geniale mi ha accompagnato durante i mesi estivi anche se, devo avvisare, si lascia leggere con voracità. Ho scelto di inserire nella Top10 il secondo volume poiché il primo è stata una piacevole rilettura. Non so se esista qualcuno al mondo che ancora non si sia approcciato a questa tetralogia ma, se per caso dovesse esistere, MALE. Recuperare subito.

Otello, W. Shakespeare: La mia #maratonashakesperiana è miseramente naufragata senza una spiegazione logica e sensata alla quarta tragedia. Essa mi ha tuttavia concesso di approfondire le opere del Bardo, studiato più o meno grossolanamente tra i banchi del liceo. Sono rimasta piacevolmente colpita per la costante attualità dei temi trattati ed uno dei buoni propositi letterali del 2017 sarà certamente quello di proseguire con la maratona, nonostante l’anno di ritardo. (*)

Ho deciso di citare anche alcune graphic novel che mi hanno profondamente commossa. Paco Roca è stata una piacevole scoperta, Zerocalcare una straordinaria conferma. Sono straordinariamente belle, tutte e tre. Le parole non bastano per spiegare quello che i disegni sono riusciti ad esprimere.

Rughe, P. Roca: Alzheimer, demenza senile e l’essere anziani al giorno d’oggi. Contiene la mia tavola preferita in assoluto.

La casa, P. Roca: Una famiglia ed il valore dei ricordi.

Kobane Calling, Zerocalcare (*): Non saprei nemmeno come descriverlo. La realtà attraverso i disegni.

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